Daniele D'Ambrosio PH

Book Fotografico

Luglio 24, 2020

Villa GIOVINEZZA

Villa-Hotel 1910/1999

Villa GIOVINEZZA




È stato l’amore per Anna, sua moglie, a dare al chirurgo Lucano, Fabrizio Padula, lo stimolo per disegnare e realizzare Villa la Giovinezza.


Ed eccolo in tutto il suo splendore questo pezzettino della Serenissima che si affaccia sul mare, costruito in stile moresco veneziano e risalente agli anni venti del novecento.
Un edificio che ipnotizza la vista per la cura dei dettagli, l’armonia degli elementi architettonici, per la raffinatezza e l’eleganza.
Il rosso dei mattoni è il vero protagonista, bassorilievi ed epigrafi sono presenti in ogni angolo dell’abitazione, i porticati e le finestre arabeggianti permettono all’osservatore di viaggiare nel tempo e nello spazio sognando la città lagunare, i suoi canali, i suoi scorci e quel crocevia di popoli che le permise di diventare emblema mondiale dell’arte e della cultura.
Troneggia imponente dall’alto la splendida statua della Nike, la Vittoria alata, che pone la corona d’alloro sulla testa dei vincitori, ricoprendoli di fama, onore e gloria.
È stato lo stesso Padula a realizzarla con l’antica tecnica scultorea della cera persa.

Misterioso e affascinante, il medico lucano faceva parte della Massoneria.
Grande mecenate, uomo di immensa cultura, primeggiò in ogni ambito in cui ebbe la voglia di cimentarsi.
Un vero e proprio illuminato, la cui vita, basata sui valori della tolleranza, dell’uguaglianza e della libertà,
era tesa alla costante ricerca della verità per realizzare la fratellanza universale del genere umano.

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Pregna di messaggi, questa villa “parla”, parla a chi sa comprendere il codice dei simboli di cui è ricca, superando i limiti del linguaggio, troppo povero per esprimere concetti che si celano sotto le forme esteriori della realtà e che la trascendono.
Entrando, si viene invasi da dettagli esoterici, richiami filosofici e massonici e da riferimenti alla cabala, un esempio è la presenza ricorrente del numero tre (tre sono le sfere che decorano il parapetto del terrazzo in cima alla casa…).
Il numero tre è simbolo di perfezione, ovvero armonia delle parti ed equilibrio delle forze.
Nella cabala questo numero è associato alla terza lettera dell’alfabeto ebraico, Ghimel (ג).
Se la si guarda attentamente la sua forma sembra richiamare la figura di una persona nell’atto di correre, come se mettesse il piede in avanti per lo slancio. Si tratta dell’origine del movimento, rappresenta la spinta ad uscire da se stessi e dalle proprie limitazioni che la dualità impone.
L’importanza del cammino verso il vero sé, la parte più profonda ed eterna dell’uomo, questo è il monito che l’ideatore di questo incantevole edificio, ha voluto far giungere alle coscienze di coloro che lo avrebbero varcato.

Il sigillo del Re Salomone, la ruota universale che rappresenta le costellazioni, tutti dettagli che fecero credere ai soldati del Terzo Reich che quella fosse una casa abitata da ebrei e quindi da dover radere al suolo.
I bombardamenti avvennero dal mare e così la villa riuscì a sopravvivere.

Nel primo dopoguerra Villa la Giovinezza fu acquistata all’asta da un pescatore e da alcuni suoi soci e fu trasformata in albergo: Hotel Garden.
Qui si sono intrecciate storie, qui è stata fatta la Storia! Si narra infatti che molti personaggi importanti della politica di quegli anni, tra cui Mussolini, vi abbiano soggiornato.
Quante vite saranno passate di là! Quante persone! Ognuna con i propri segni addosso, posti, rumori, odori, voglie, sogni, progetti, delusioni, gioie, che riecheggiano ancora tra quelle mura ricoperte da una carta da parati scrostata ed invecchiata…l’hotel ha rubato loro l’anima!

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Molte furono le trasformazioni subite dalla struttura dagli anni sessanta in poi, furono costruiti corpi aggiuntivi per ampliare il numero delle camere, fu realizzata una piscina nel giardino interno e fu creata una vetrata per chiudere il porticato laterale.
Molti saranno stati gli amori sbocciati nella discoteca ospitata nel piano interrato dell’hotel!
La Taverna, questo era il suo nome, uno dei primi discopub della costa adriatica, è riuscita a rendere vive e movimentate le serate tra gli anni settanta e gli anni novanta di una moltitudine di giovani in cerca di svago e divertimento.
Nonostante il suo saper essere stato camaleontico e il suo sapersi essere reinventato costantemente, questo stabile è ancora oggi chiamato dai residenti della zona “Villa Padula”, in ricordo dell’eccentrico, poliedrico e geniale uomo dalla lunga barba e dalle movenze rapide e sapienti, che aveva saputo essere un punto di riferimento per le comunità locali e per tutti coloro bisognosi di consigli e sostegno.
Un benefattore dell’umanità che credeva profondamente nell’evoluzione del genere umano, nell’elevazione dell’anima verso valori nobili.
Oggi la villa, lasciata in completo abbandono, è ingabbiata da reti, griglie e staccionate, che la rendono prigioniera e che non le permettono di rivelare al mondo i suoi segreti.


Villa Giovinezza, Hotel Garden, Massoneria, Illuminati, 1920 Villa Giovinezza, Hotel Garden, Massoneria, Illuminati, 1920 Villa Giovinezza, Hotel Garden, Massoneria, Illuminati, 1920

Alcune foto della villa, scattate nel 1920 circa.




Foto: Daniele D'Ambrosio

Testo: Sonia Navelli

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