Daniele D'Ambrosio PH

Book Fotografico

Luglio 3, 2020

La CHIESETTA

Chiesetta 1600/199X

La CHIESETTA

Dio è presente ovunque, perfino nelle chiese cattoliche!

Wilhelm Muhs


…E quindi Dio sarà stato presente anche in questa piccolissima, ma preziosa chiesa cimiteriale risalente al XVII secolo, dedicata a Sant’Egidio.

Dio…mi interrogo sulla grandezza a cui rimanda questo nome.
Un’idea troppo antropocentrica per definirsi “vera”.
Creato e modellato a nostra immagine e somiglianza, si allontana sempre di più dall’uomo e dal suo bisogno d’amore, diventando un concetto banale, terribilmente infantile, fortemente limitante e completamente astratto.

Chiesa come comunità di persone che ha fede, si “fida”, di Gesù Cristo e del suo messaggio d’amore e per cui è disposta a vivere e morire.
Questo è il senso più autentico della parola, che si fa spazio nei brani della Bibbia, fino a diventare un’evidenza schiacciante.

Ci è voluta tutta l’abilità dell’uomo per stravolgere questo termine, snaturandolo, declassandolo, privandolo di ogni significato profondo e riducendolo a sostantivo che identifica un’istituzione o un edificio di culto.

È innegabile però, che la Chiesa abbia contribuito nei secoli ad arricchire il patrimonio artistico dell’umanità. È solo grazie ad essa, infatti, se possiamo godere di capolavori inestimabile di pittura, scultura, architettura, dei più grandi geni della storia dell’arte, al cospetto delle cui opere si potrebbe essere colti dalla sindrome di Stendhal per eccesso di bellezza.

Ed anche qui, in questa chiesetta, sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale, troviamo dei piccoli capolavori, ovvero ciò che resta di un antico e pregiato altare ligneo del XVII secolo di fattura barocca, di cui è possibile vederne ancora un affresco presente sulla struttura muraria.
In alto, ai due lati dell’altare, sono sistemate due statue policrome entrambe decapitate, a protezione del presbiterio.

Sul pavimento, tra i calcinacci, spuntano parti di elementi architettonici decorativi, che un tempo erano d’abbellimento alla struttura e che oggi, nonostante siano in rovina, attirano con insistenza lo sguardo.

All’esterno la natura ha fatto il suo corso riappropriandosi dei suoi spazi e ricoprendo parte della facciata, quasi a voler donare intimità ad una piccola cappella, permettendole di vivere la sua fragilità lontano da occhi indiscreti.

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… C'è chi si fa la croce
E chi prega sui tappeti
Le chiese e le moschee
L'Imàm e tutti i preti
Ingressi separati della stessa casa
Miliardi di persone che sperano in qualcosa

Le parole di questa canzone mi fanno eco nella testa mentre esco e mi fermo a guardare rapito questa chiesa, con la viva percezione che tutto e tutti sono in Dio e che Dio è in tutti e tutto, come sosteneva Spinoza nel suo concetto di panteismo.
Una vibrazione, una musica, l’eco della radiazione di fondo dell’Universo che si espande e dispiega in tutte le creature animate e non.
Un flusso continuo e costante che non ha inizio e non ha fine e che pervade l’intera realtà.
Un’energia che compie un lavoro di assonanze e dissonanze, di armonia e caos…una Grande Onda…
Ecco in questo io vedo il volto di Dio, in questo vedo l’unico ingresso che l’intera umanità dovrebbe varcare per ricongiungersi al Tutto, per raggiungere ciò che possiamo definire Casa.




Foto: Daniele D'Ambrosio

Testo: Sonia Navelli

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