Daniele D'Ambrosio PH

Book Fotografico

Marzo 16, 2021

Dominicus

Chiesa 1490/2010

Dominicus




Entri con cautela…leggero e concentrato, quasi a voler rispettare la sacralità di questo luogo, a non voler disturbare o offendere la devozione e la venerazione che ancora si respirano…


Ti muovi con tatto e lo sguardo inizia a cogliere bellezza…splendore…grazia…Amore!
La mente ed il cuore si espandono.
Inizia il tuo viaggio nel tempo.


Quasi per magia ti ritrovi in quel lontano 1490 quando, una comunità di frati Domenicani, dà inizio a questa sacra costruzione e in pochi anni la terminano! Ampliamenti e restauri seguiranno, ma lo spirito e la venerazione che spinsero i primi Domenicani restano, ancora oggi, intatti e percepibili.
Sei circondato da splendidi stucchi barocchi di scuola napoletana.

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I cinque altari, così posizionati dopo il restauro del 1690, voluti e finanziati dalle famiglie benestanti del Paese con la formula del patronato, ti accolgono ed è come se ti invitassero al raccoglimento…alla introspezione.
Vieni rapito dalle pale che li sovrastano. Di perfetta fattura…di antico splendore! Le tele, finemente restaurate dopo il sisma del 2009, arrivarono ad arricchire la chiesa domenicana dopo il ‘700 ad opera dell’artista Nicolaus Maria Rossi, pittore del re Carlo III di Borbone.
In esse sono rappresentati il martirio di San Pietro… San Vincenzo Ferrer… la Madonna col Bambino… San Domenico…la Madonna Incoronata…la Madonna Del Rosario che ti accolgono in tutto il loro splendore ed in tutta la loro venerabilità, quasi a volerti proteggere.


Più sicuro allora ti sposti nella sacrestia, alzi lo sguardo e resti ad ammirare la cupola affrescata dove è rappresentata la Vergine della Misericordia…meraviglia!
E le statue…quelle ti colpiscono per la loro forte espressività. Sembra stiano lì pronte ad accogliere le preghiere e le richieste dei fedeli e a te sembra di sentire ancora le suppliche e le orazioni sommesse del popolo devoto che per anni ha accompagnato il Santo nelle processioni per le vie del Paese.


E’ tutto così silenzioso qui…tutto così pacato…calmo.
Con l’animo in subbuglio ma pacificato, esci da questo luogo.

Chiudi il portone delicatamente ma con decisione, quasi a voler proteggere i sentimenti che hai provato, quasi a volerne tutelare l’inviolabilità!




Rovescerò su di te il mio sdegno
Contro di te soffierò nel fuoco della mia ira e ti abbandonerò
in mano di uomini violenti
Portatori di distruzione...

Ezechiele 21.36




Foto: Daniele D'Ambrosio

Testo: Silvia Cancelli