Daniele D'Ambrosio PH

Book Fotografico

Novembre 1, 2020

Clinker

Cementificio 1975/2013

Clinker

Carbonato di Calcio e Silicati di Alluminio, Polverizzate e cotte a 1500°C.
L’arte di amalgamare le due sostanze senza fonderle e creare il CLICKER, questo è quello che veniva fatto in questa immensa struttura, si perché il prodotto finito che veniva creato, in aggiunta a dell’acqua, scatenava la reazione chimica che era nient’altro che CEMENTO.

Una struttura che dava vita ad una città nuova, che apriva le porte negli anni 80 alla crescita, al benessere; il volto bello di una medaglia, ma come ogni cosa ha un risvolto negativo…

Prima del Cementificio, c’era una tenuta del Marchese Farina, una mezzadria di contadini, una Villa bellissima a due piani, con frutteti intorno, una zona verde, ricca di agricoltura.


Negli anni 70, in quel terreno c’era anche la spensieratezza, bimbi che correvano in quel terreno verde, il fiume adiacente che ne attraversava. Finché non arrivò il progresso, quel progresso che forse tutti vogliamo ora, che in quegli anni si chiamava anche ESPATRIO, in quella zona verde e di pace, arrivò il “cemento”.
La struttura, inizialmente di piccole dimensioni, iniziò ad ampliarsi nel giro di pochi anni. All’epoca Cesare Cascini, al quale venne espropriato terreno e casa, non si diede mai pace, combatté fino la fine, per riprendersi quello che mai nessuno infondo gli avrebbe mai ridato.


Un’area spensierata, verde e ricca di pace, si trasformò in un caos, forti rumori, polveri che inondavano l’intero quartiere, ritmi frenetici lavorativi e traffico che si generava nelle ore di cambio turno.
L’80 percento di chi abitava lì, ci lavorava e allora si taceva, accettando tutto, il bello ed il brutto che la struttura era.

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Quando entrammo, ci trovammo difronte ad una piccola città, segnali stradali all’interno del complesso, semafori, binari dove scorrevano piccoli cassoni in stile miniera, cunicoli, scalette, serbatoi, tubi, laboratori di chimica… un insieme di cose che rendevano l’atmosfera surreale, potevi perderti al suo interno, rimanemmo basiti da tale struttura.

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Questa è la storia Di uno di noi, Anche lui nato per caso in via Gluck, In una casa, fuori città
Gente tranquilla, che lavorava
Là dove c'era l'erba ora c'è, Una città E quella casa in mezzo al verde ormai Dove sarà.

Adriano Celentano




Daniele D'Ambrosio