Daniele D'Ambrosio PH

Book Fotografico

Luglio 4, 2020

And... ACTION !

Istituto Cinematografico 1992/2008

And... ACTION !




Aaaaaand ACTION !!

Una parola…AZIONE…e tutto ha inizio.
Comincia così il duro lavoro che c’è dietro la realizzazione di un film, dietro la messa in scena del “sublime”, ovvero l’essenza della vita, che terrorizza e meraviglia al contempo, permettendoci di vedere e di vederci, come riflessi in uno specchio che istantaneamente ci rimanda ciò di cui siamo intrisi, contraddizioni, bellezza, comicità, drammi, fantasie, sogni, speranze.


RollingRoll soundSound speedRolling rollingSET!And ACTION!
Ancora e ancora, fino a quando ogni singola scena è perfetta nei minimi dettagli, fino a quando ogni elemento unito al precedente, non arriva a far percepire il “messaggio” che emerge con forza dalla sceneggiatura.
Ma sono gli spazi tra le parole e tra le righe, ciò che dà valore alla storia raccontata.
Si, perché è proprio in quegli spazi vuoti che lo spettatore si scopre libero di dare un senso personale alle immagini che gli appaiono davanti, fino a farle aderire pienamente a sé…un libero arbitrio di cui fare buon uso.
Si va componendo così, un mondo nascosto e segreto che si cela dietro le quinte dell’ideazione e costruzione di un’opera cinematografica, un mondo con una grammatica ben definita che, servendosi di un linguaggio apparentemente misterioso, cerca di imbastire la trama di narrazioni che impatteranno con gli spettatori, imprimendosi nelle loro menti e se si è stati bravi, nei loro cuori.
Anni di studio e un immenso lavoro attende chi vuol entrare a far parte di questa complessa realtà chiamata cinema, che come affermava Fellini “è il miglior modo per mettersi in competizione con Dio”.

L’Accademia dell’immagine aveva l’obiettivo di formare personale altamente qualificato per giungere a livelli d’eccellenza nelle arti cinematografiche.

urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole

L’edificio oggi è completamente lasciato nell’oblio, vetri rotti e frantumati, tende squarciate, attrezzature usurate, arredi a cui mancano parti essenziali per essere considerati tali.
Murales impressi sui muri esterni, sembrano essere l’ultimo e disperato tentativo di alcuni inconsapevoli writers, di ricondurre questo luogo alle sue radici, una volta pregne della linfa vitale dell’arte.

Entro nella prima stanza e con lo sguardo seguo la verticalità delle altissime colonne, che mi portano ad osservare il soffitto sventrato e il gioco di luci ed ombre che si crea su di esso.
Da quell’altezza pendono a mezz’aria attrezzature tecniche che mi attraggono irresistibilmente…scatto una sequenza di foto.
Una gran quantità di sedie inutilizzate, sbilenche, accatastate le une sulle altre, mi parlano di un tempo in cui c’era un grande afflusso di ragazzi intenti ad inseguire i propri sogni.

Lo scambio di conoscenze era ciò che di più prezioso potesse offrire questa scuola.
L’incontro con personaggi illustri, la loro esperienza messa a disposizione e assorbita dagli allievi, era un vero momento di crescita culturale e professionale.
I fondatori, Gabriele Lucci e Vittorio Storaro, direttore della fotografia e vincitore di tre premi Oscar per Apocalypse NowReds e L'ultimo imperatore, davano lustro a questo impeccabile centro di sperimentazione cinematografica.

Continuo la mia passeggiata in corridoi lunghissimi lastricati di vecchie custodie di pellicole, le bobine, ed è subito poesia.
Nastri magnetici srotolati e ormai sparsi in ogni angolo dell’edificio mi chiamano, li osservo e tento di decifrare ogni singolo fotogramma disegnato dalla luce su di essi.
Fotogrammi che per una moltitudine di volte hanno seguito il loro destino finendo in un proiettore, che grazie ad un gioco d’illusionismo, li ha trasformati in pure emozioni visibili sul piccolo e grande schermo.

Ai lati del corridoio stanze con porte aperte mi invitano ad entrare, guardo e scorgo un’Ampex Recording utilizzato per la registrazione e la sincronizzazione audio su pellicola, l’introduzione di effetti speciali ed il doppiaggio.

Mi sposto in un’altra stanza e noto con stupore un editing Steenbeck, il fratello maggiore dell’attuale Timeline, che permetteva di fare video editing a pellicola, tagliando, incollando e proiettando in un prisma il risultato.

Un mondo variegato quello dell’audiovisivo dove più arti convergono, mescolandosi, influenzandosi, contaminandosi.

urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole urbex scuola liceo istituto accademia cinema cinematografica foto fotografia pellicole

Entro in una Camera oscura dove gli allievi imparavano a sviluppare video e foto, e mi assale il fascino dell’analogico che ha il grande potere di riappacificare, chiunque vi si dedichi, con l’idea di tempo e di materia.
Riconosco i prodotti chimici Ilford, che con maestria disciolgono il bromuro d’argento ancora presente sulla pellicola, regalandole così l’immunità dalle alterazioni della luce.
Non mancano gli ingranditori posizionati in varie aule…è proprio grazie a loro che la vera magia accade, le immagini emergono e si fissano per sempre sulla carta vergine che le ospiterà.

I miti antichi dell’umanità hanno, ormai da tempo immemore, passato il testimone ai più moderni film, che raccogliendo la sfida educativa tramandata fin dagli albori, si sono caricati di un’enorme responsabilità…dare all’uomo una via, un sentiero, sul quale incamminarsi per tentare di decifrare di volta in volta le esperienze che la vita ha in serbo per lui, formandolo alla comprensione del reale.
Un plauso quindi va a quelle persone che instancabilmente e con passione costruiscono “la storia delle storie del mondo”.




Foto: Daniele D'Ambrosio

Testo: Sonia Navelli