Daniele D'Ambrosio PH

Book Fotografico

Novembre 28, 2019

AmityVille

MATTATOIO 1982 / 2010

AmityVille




L’odore acre e pungente di tonnellate di sangue che per anni hanno percorso le linee di scarico, la sensazione macabra e raccapricciante dei ganci ancorati al soffitto dai quali pendevano a testa in giù maiali, le lunghe linee di produzione dove le carcasse venivano macellate, il freddo agghiacciante che penetra nelle ossa e poi buio, stanze umide dove la luce non riesce ad arrivare…

Brividi che scorrono lungo il corpo, percezioni e sensazioni da mozzare il fiato si impadroniscono di me e mi portano indietro nel tempo.

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Mi affiorano alla mente ricordi lontani di quando, passando vicino a questo luogo di tortura, sentivo le urla degli animali rimbombare nelle colline circostanti.

Oggi, posso di nuovo percepire quei suoni, qui, in questo stabile deserto e abbandonato, dove la natura ha preso il sopravvento come a voler vendicare quelle morti e riportare un po' di bellezza dove c’era solo orrore.

Storia inquietante di un mattatoio del Centro Italia nato nel 1982 dalla volontà di due fratelli entrambi morti suicidi.

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Il primo fratello si uccise lanciandosi dal tetto della struttura nel 1983/1984.

La sua morte non riuscì a fermare la produzione massiva di carne, continuarono ad essere macellati più di 2500 maiali al giorno.

Nel 2010 fu dichiarato il fallimento del macello ed anche il secondo fratello si tolse la vita.

Locandine pubblicitarie sparse sul pavimento, faldoni pieni di documenti, giornali accatastati, calendari, fogli pieni di appunti negli uffici…da quell’istante in poi, tutto è rimasto cristallizzato nel tempo, come fissato in una fotografia.





Foto: Daniele D'Ambrosio

Testo: Sonia Navelli